Impianto Hi-Fi a Componenti Separati: Guida alla Scelta e Modelli

In questa guida scoprirai quali sono e come scegliere i componenti Hi Fi per l’impianto stereo, quale ruolo hanno e quali sono i migliori da acquistare oggi nelle fasce di prezzo alta, media ed economica.

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Per fare un impianto stereo in casa è importante conoscere le nozioni di base, al fine di scegliere i componenti separati giusti di un impianto Hi Fi.

In questo articolo vogliamo fare chiarezza sul come scegliere i diversi componenti stereo Hi-Fi, così da aiutarvi nella progettazione del vostro impianto Hi End.

Gli impianti audio ad alta fedeltà possono arrivare a costare molti (molti!) soldi, scegliere quindi i componenti separati giusti è importante per fare un investimento che ci soddisfi e duri nel tempo.

Vediamo ora quali sono i vari componenti stereo, e quali sono i migliori modelli attualmente in commercio nella fascia di prezzo alta, media ed economica. Sta poi a te la scelta finale di quali componenti separati acquistare per il tuo impianto, a seconda delle tue necessità e budget.

L’Amplificatore Hi-Fi

Il più importante tra i componenti audio Hi Fi è l’amplificatore stereo. Il suo compito è quello di ricevere il segnale dalle fonti e mandarlo ai diffusori.

Prima di addentrarci nelle specifiche tecniche e sul come scegliere un amplificatore Hi Fi, capiamo quali sono i tipi di amplificatore audio.

Pre-amplificatore

Il pre-amplificatore riceve il segnale proveniente dalla sorgente audio (lettore CD, music streamer, giradischi per vinili ecc.) e lo prepara per l’amplificazione, ci permette di gestire il volume e scegliere il tipo di input in ingresso.

Finale di potenza

Il finale di potenza prende il segnale dal pre-amplificatore, che in genere è un segnale molto debole, e lo amplifica per essere mandato alle casse Hi Fi. Il finale di potenza va utilizzato in accoppiata con il pre-amplificatore.

Utilizzare una combinazione di pre-amplificatore e finale a componenti separati permette di avere un suono più puro e pulito, perchè mantiene il segnale audio separato dai circuiti elettrici. Un sistema di amplificazione così composto è generalmente più costoso, e porta via più spazio.

Amplificatore integrato

L’amplificatore stereo integrato combina in uno chassis unico il preamplificatore e il finale di potenza. Questa soluzione permette di risparmiare ed occupa meno spazio, e se scegliamo un modello di fascia alta avremo un suono comunque molto qualitativo.

Classe

Gli amplificatori di classe A hanno bassa distorsione, ma non sono buoni per casse ad alta sensibilità. Quelli di classe B sono migliori per casse ad alta sensibilità, ma potrebbero presentare un po’ di distorsione.

La classe A/B è un buon compromesso tra le due categorie, ma il prezzo è più elevato. Gli amplificatori di classe D sono piccoli, leggeri ed efficienti, e sono al momento molto popolari per la loro versatilità.

Amplificatore valvolare o transistor

L’amplificatore valvolare passa il segnale all’interno di valvole di vetro con circuiti elettrici, solitamente visibili sulla parte esterna dell’ampli. Le valvole possono essere intercambiabili, per offrire opzioni di personalizzazione del suono. Questo tipo di amplificatore crea un suono caldo, meno puro, per coloro che vogliono un’esperienza Hi Fi custom.

L’amplificatore a transistor è quello più comune, tutti i circuiti sono invisibili dall'esterno, e crea un suono meno lavorato e più naturale, più realistico. Lo consigliamo a coloro che cercano di ridurre al massimo le variazioni del suono create dai singoli componenti separati.

Leggi anche le classifiche di Avtrend sugli amplificatori integrati hi end e sui migliori amplificatori Hi Fi entry level.

Connettività input

I migliori amplificatori integrati e pre-amplificatori per sistema Hi Fi comprendono una lista di ingressi input e uscite output, così da poter riprodurre musica da diverse sorgenti.

Gli ingressi più comuni sono quelli analogici a coppie di RCA, cercate di capire quante ve ne servono a seconda di quante fonti analogiche dovrete collegare.

L’ingresso PHONO è importante se pensate di collegare un giradischi senza dover acquistare un Phono Stage separato. Quest’ultima è la soluzione più qualitativa, ma aumenta la spesa totale del sistema Hi Fi.

L’ingresso USB ci permette di collegare un PC esterno e ricevere un segnale digitale. Stessa cosa vale per gli ingresso coassiali (S/P DIF) e ottici (TOSLINK).

I migliori amplificatori moderni sono inoltre provvisti di connettività wireless per le sorgenti in ingresso. In pratica, se un amplificatore ha la funzione Bluetooth significa che potrete connettere uno smartphone via wireless per ascoltare la musica dal telefono alle casse dell’impianto Hi Fi.

Connettività output

Gli amplificatori Hi Fi sono stereo, e permettono di convogliare il segnale su due canali, quello destro e quello sinistro. Alcuni amplificatori hanno la possibilità di connettere più di due casse contemporaneamente, se vorrete ad esempio collegare due coppie di casse passive allo stesso amplificatore.

Alcuni provvedono anche l’uscita per il subwoofer. Quest’ultima, solitamente, è un’uscita pre-amp non amplificata, poiché i subwoofer in genere sono casse attive con un loro amplificatore integrato.

Amplificatore con DAC integrato o senza?

Alcuni amplificatori integrati vengono costruiti con un convertitore digitale/analogico DAC integrato.

Se vi piace ascoltare musica da supporto digitale come computer o lettore audio di rete per streaming musicale (Spotify, Tidal o altri servizi), un amplificatore con DAC di qualità integrato farà una bella differenza.

Quando in un amplificatore integrato trovate un DAC incluso, potrete collegarlo alla fonte tramite presa TOSLINK e coassiale, per un resa sonora notevolmente migliore rispetto al classico collegamento analogico RCA.

Potenza e impedenza

Il valore più importante da considerare è la potenza di uscita RMS. Questa è la potenza costante dell’amplificatore, espressa in Watt RMS, ad un volume ragionevole di suono.

La potenza di picco invece esprime la capacità dell’amplificatore al massimo del volume. Questo è un valore che consigliamo di non guardare, perché non dà un’idea precisa delle capacità dell’amplificatore.

L’impedenza è un valore espresso in Ohm (simbolo Ω). In termini pratici, è la resistenza elettrica che viene trasferita alle casse. Di solito, gli amplificatori hanno un’impedenza 4-8 ohm, alcuni da 4-16 ohm. Lo trovate scritto vicino all'uscita per le casse sulla parte retro dello chassis. 

Continuate a leggere per capire meglio come scegliere le casse in base all'amplificatore, e viceversa, poiché questa è una delle scelte più importanti che dovrete affrontare.

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Le casse acustiche da pavimento e da scaffale

​In questa sezione della guida ti aiutiamo a capire come scegliere le casse per il tuo impianto Hi Fi, quali specifiche tecniche osservare e come fare l’abbinamento corretto tra l’amplificatore e le casse passive.

Casse attive o passive

Se avete scelto di acquistare un amplificatore per il vostro sistema Hi Fi, allora dovrete acquistare casse passive, mentre se scegliete di assemblare l’impianto Hi Fi senza amplificatore, dovrete orientarvi su casse attive.

Le casse attive (o casse amplificate) includono un amplificatore interno, necessitano di essere collegate alla presa della corrente, e possono ricevere il segnale audio direttamente dalla fonte. Ad esempio, se vorrete collegare un lettore CD o lettore MP3 direttamente alle casse, senza passare da un amplificatore Hi Fi, potrete farlo con le casse attive.

Le casse passive sono prive di amplificatore interno, e non hanno bisogno di essere collegate alla presa della corrente. Il sistema Hi Fi composto da amplificatore e casse passive è la scelta più consigliata per chi vuole un suono di qualità superiore.

Forma e dimensioni

Per scegliere le casse giuste, la prima cosa da fare è misurare la stanza. Le case produttrici spesso citano tra le specifiche tecniche delle casse qual’è la distanza consigliata dalla parete. Se il produttore consiglia di avere le casse sistemate a due metri dalla parete, meglio attenersi a questi consigli.

Le casse da scaffale sono buone per un impianto Hi Fi in una stanza di piccole-medie dimensioni, come uno studio, camera da letto o un piccolo salotto.

La maggior parte delle casse da scaffale accettano un posizionamento a parete (con la schiena della cassa appoggiata alla parete), ma fate sempre attenzione a controllare le specifiche. Soprattutto se una cassa include una porta bass reflex posteriore, difficilmente sarà consigliato il posizionamento a ridosso del muro.

Le casse da pavimento sono invece consigliate per chi ha una stanza Hi Fi di medie-grandi dimensioni. Vanno quasi sempre posizionate a distanza dalla parete posteriore, e necessitano di spazi più aperti per la migliore efficacia.

Collegamento bi-wiring

Quando si acquistano casse passive per Hi Fi, è sempre consigliato controllare che siano presenti connettori a morsetto bi-wiring. In questo modo, ogni cassa riceve due cavi di collegamento, uno per il segnale delle frequenze alte da mandare al tweeter e uno per il segnale delle frequenze basse da mandare al woofer.

Questo sistema di collegamento a doppio cavo tra amplificatore e casse, permette di mantenere le alte e basse frequenze separate, per una resa sonora migliore.

Leggi anche le classifiche di Avtrend sulle migliori casse acustiche da pavimento e da scaffale.

Risposta in frequenza

La risposta in frequenza è espressa in Hz, ed è un valore che indica la gamma di frequenze che il diffusore riesce a riprodurre.

L’orecchio umano è capace di percepire frequenze da 20 a 20.000 Hz. Ecco come si divide lo spettro di frequenze per musica Hi Fi.

  • Frequenze Sub-Bass: 20 - 60 Hz  (che vengono “percepite” più che “sentite”) 
  • Frequenze basse: 60 - 250 Hz (pienezza dei bassi)
  • Frequenze medio-basse: 250 - 500 Hz (presenza e definizione dei bassi)
  • Frequenze medie: 500 - 2.000 Hz (presenza strumentale)
  • Frequenze medio-alte: 2.000 - 4.000 Hz (molto sensibili all’orecchio)
  • Frequenze di presenza: 4.000 - 6.000 Hz (chiarezza e definizione)
  • Frequenze di brillantezza: 6000 - 20.000 (frequenze armoniche)

Le casse Hi Fi da scaffale hanno una risposta in frequenza dei bassi più ristretta rispetto alle casse da pavimento. Per aggiungere frequenze basse alle casse da scaffale, si può optare per una soluzione 2.1 con subwoofer dedicato.

Sensibilità e SPL

In una parola: decibel. La sensibilità e la pressione sonora (Sound-pressure level) di un diffusore è espresso in dB ed esprime la sua efficienza ed il suo volume. La qualità del suono qui non c’entra.

Più alto è il valore in dB, più efficiente sarà il diffusore. Una sensibilità tipica delle casse Hi Fi è intorno a 85 dB, mentre le casse con sensibilità sopra i 90 dB sono di ottimo livello.

Come abbinare amplificatore a diffusori acustici passivi

Scegliere i diffusori acustici giusti per il vostro amplificatore è molto semplice. Tra le specifiche tecniche dell’amplificatore cerchiamo la potenza in watt RMS, e poi cerchiamo un paio di casse che abbiano un range di potenza consigliato attorno a questo numero.

Se leggete sul retro delle casse passive per Hi Fi, ad esempio troverete la dicitura “amplifier range 30W-120W. Questo significa che le casse possono supportare un amplificatore con potenza all’interno di questo range. Un amplificatore da 50W va quindi bene per questo tipo di casse, perché non sarà né troppo potente, né troppo debole.

Importante è non acquistare un amplificatore troppo potente per le casse, perché altrimenti a volumi elevati potrebbe succedere che le casse passive vengono rovinate. Al contrario, se l’amplificatore è troppo debole, sarà quest’ultimo ad essere affaticato da casse troppo potenti.

Per quanto riguarda l’impedenza, meglio assicurarci che le casse abbiano un valore uguale o simile a quello dell’amplificatore, che solitamente è in un range dai 4 agli 8 ohm. Le casse passive più comuni hanno un’impedenza da 6 o 8 ohm, e andranno bene con la maggior parte degli amplificatori.

Se le vostre casse sono da 4 ohm o 2 ohm, è meglio avere un amplificatore di fascia alta che sia in grado di gestire impedenze più basse. 

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​​Il Subwoofer

​Il subwoofer è un diffusore che si occupa esclusivamente di riprodurre le basse frequenze. Lo consigliamo come componente separato a coloro che amano un suono profondo e pieno, per aggiungere profondità all'ascolto di musica, e per migliorare anche la visione di film tramite un impianto Hi Fi collegato alla TV.

Soprattutto per i possessori di casse Hi Fi da scaffale, dove la risposta in frequenza delle casse stesse è limitata, l’aggiunta di un subwoofer dedicato è la scelta ideale per aumentare la spinta di un brano o la scena di un film.

Il subwoofer è solitamente attivo (o amplificato), perché necessita di una quantità di wattaggio che un amplificatore generalmente non riesce a fornire. Va collegato all'amplificatore tramite l’uscita analogica dedicata (spesso marcata SUB, o Pre-Out), e va collegato alla presa della corrente per alimentare l’amplificatore integrato.

Sul subwoofer, troveremo spesso controlli dedicati per il volume, la fase, ed altri parametri come il crossover e il filtro low pass.

Qualità costruttiva e dimensioni del subwoofer

Il legno è sempre bene accetto nel mondo della componentistica Hi Fi, e anche in questo caso preferiamo un subwoofer in legno per avere un suono caldo e morbido.

Le dimensioni dipendono dalla stanza, e dalla potenza del subwoofer. In genere, i subwoofer per sistemi HiFi casalinghi hanno dimensioni dagli 8 pollici ai 13 pollici, i primi più economici degli ultimi.

Consigliamo di non comprare un subwoofer sproporzionato rispetto alle casse. Se ad esempio possedete un paio di piccole casse da scaffale poco potenti, orientatevi su un sub da 8 pollici.

Se invece possedete un paio di casse da pavimento di alta qualità, allora se vorrete sentire la differenza dovrete scegliere un subwoofer dai 12 pollici in sù, con risposta in frequenza e potenza adeguata. 

Leggi anche la nostra classifica sui migliori subwoofer per impianto Hi-Fi e Home Cinema.

Risposta in frequenza e potenza RMS

Controllate la risposta in frequenza delle vostre casse, e acquistate un subwoofer che aumenti la gamma di risposta verso le frequenze più basse. Se ad esempio le vostre casse hanno una risposta in frequenza di 60-20.000 Hz, orientatevi su un subwoofer 35-150 Hz, o inferiore.

Più la risposta in frequenza è bassa, più sentirete la musica in pancia. Ricordate che sotto i 20 Hz l’orecchio umano non distingue nessun suono, ma un sub con risposta in frequenza 18-270 Hz come il SVS SB-3000 saprà farsi sentire e creare vibrazioni da effetto cinema.

Anche per i subwoofer, vale la stessa regola della casse per quanto riguarda la potenza in uscita. Consigliamo quindi di osservare il valore in Watt RMS.

Porta bass reflex o cassa chiusa

Per audiofili puristi che vogliono la migliore qualità audio senza intaccare molto il suono, per utilizzo quindi di tipo Hi Fi per ascolto di musica, consigliamo la cassa chiusa. Questo tipo di design produce un suono più pulito e “secco”, senza molto rimbombo.

Per home cinema, o per un impianti Hi Fi che servano anche per animare una festa e per ricreare la discoteca in casa, alcuni preferiranno il sub con porta bass reflex, perché quest’ultimo produce un impatto con lieve rimbombo, con effetto un po’ più prolungato rispetto alla cassa chiusa.

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​Il Giradischi

​Il giradischi deve svolgere due funzioni: la prima è quella di far girare il piatto ad una velocità costante, la seconda è di leggere le informazioni del disco attraverso la testina.

In questa sezione della guida Hi Fi, ti spieghiamo quali sono le variabili da considerare, e come scegliere un giradischi in base alle diverse specifiche tecniche.

Giradischi a trazione diretta o cinghia

Nei giradischi a trazione diretta, il motore è collegato direttamente al perno del piatto. I tempi di avvio sono istantanei, e quando il motore è spento il piatto gira liberamente (per questi due motivi sono molto consigliati per DJ).

Nei giradischi a cinghia, tra il motore e il perno del piatto troviamo una cinghia in gomma, che riduce le vibrazioni e il rumore causato dal motore, per una migliore purezza del segnale acustico generato dal giradischi (per questi motivi sono consigliati per sistemi Hi Fi). 

Come funziona un giradischi

All’interno di un disco vinile, troviamo delle incisioni fonografiche che un giradischi riesce a leggere tramite la puntina. Le vibrazioni prodotte dalla puntina vengono trasmesse alla testina e trasformate in segnale elettromagnetico, il quale viene poi trasformato in segnale elettrico e trasmesso ad un amplificatore.

Per far sì che questo processo sia il più qualitativo possibile, le parti di un giradischi giocano un ruolo importante.

I piedini e la base del giradischi sono importanti per la sua stabilità. Un giradischi di fascia alta avrà una struttura pesante e piedini anti-vibrazione per eliminare quasi totalmente le vibrazioni meccaniche durante la lettura del disco.

Il piatto rotante è quello su cui appoggiamo il vinile. È spesso ricoperto da una superficie in feltro antistatico o da materiale in gomma.

Il braccio, automatico o manuale, include la testina (che è spesso intercambiabile), la quale include la puntina, o ago. L’ago si inserisce tra i solchi (groove) del vinile e legge le incisioni fonografiche del disco.

Leggi anche le classifiche di Avtrend sui giradischi vintage per audiofili e sui giradischi per HiFi e DJ.

Phono Pre-amp

Il segnale prodotto dal giradischi è molto preciso, ma è anche molto debole, e necessita di essere amplificato a dovere prima di essere trasmesso ai diffusori.

Per questo motivo, serve un Phono Stage, o Phono Pre-amp dedicato per amplificare il suono del giradischi. Il Phono Stage può essere acquistato come componente separato, può essere integrato nel giradischi o può essere integrato nell'amplificatore Hi Fi. 

Giradischi automatico o manuale

Questo si riferisce al piazzamento della testina sul disco. Nei giradischi manuali, dobbiamo fisicamente muovere la testina e posizionarla sul vinile, o ritornarla in posizione di riposo. Nei giradischi automatici, questo procedimento è automatizzato.

I giradischi manuali sono migliori per qualità del suono e purezza del segnale, perché l’aggiunta di un sistema automatico di piazzamento della testina potrebbe introdurre rumori indesiderati. Sono anche scomodi perché necessitano di essere presenti quando il disco è finito, altrimenti gireranno a vuoto e la testina continuerà a sbattere.

I giradischi automatici fanno tutto da soli, basta premere un pulsante e il braccio andrà a posizionare la testina automaticamente all'inizio del disco. Quando il disco è finito, il braccio si alza e torna a riposo, e il motore si spegne.  

I giradischi semi-automatici sono un buon compromesso tra le due categorie. In questo tipo di giradischi l’utente deve posizionare manualmente la testina sul disco per iniziare, e quando il vinile arriva al termine della lettura, la testina ritorna automaticamente a riposo e il motore si spegne. 

Connettività di un giradischi

Un giradischi invia un segnale analogico all'amplificatore, in genere tramite cavi RCA stereo.

Se il giradischi ha un amplificatore Phono integrato, basta collegare il giradischi all'amplificatore utilizzando una delle entrate analogiche dell’amplificatore.

Se il giradischi non ha un amplificatore Phono integrato, va collegato all'amplificatore HiFi utilizzando l’entrata PHONO (assicuratevi che il vostro ampli ne abbia una).

Per i veri puristi del suono, acquistate un Phono Stage esterno ed otterrete il massimo della resa sonora dal vostro giradischi.

Alcuni giradischi hanno anche un ingresso USB per digitalizzare i vinili e creare file MP3.

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​​Il Lettore CD Hi-Fi

​Se stai mettendo insieme un nuovo impianto stereo a componenti separati, e possiedi già una collezione di CD musicali, allora dovrai scegliere un lettore CD dedicato per Hi Fi. Ecco cosa tenere in considerazione.

Qualità costruttiva

La qualità costruttiva è importante. Un lettore CD solido e pesante, con piedini ammortizzanti ben costruiti, elimina le vibrazioni e previene la distorsione del segnale audio.

I due componenti interni più importanti di un lettore CD sono il transport e il DAC. Il primo è il meccanismo che fa girare il disco e legge il segnale digitale, il secondo è il convertitore digitale-analogico, che appunto converte il segnale digitale in analogico.

Alcuni puristi del suono, optano per un DAC esterno, ma esistono lettori CD che contengono DAC integrati già di ottima qualità.

Ad esempio, il Denon Dcd-100 ha un DAC 32-bit/192kHz, per una codifica digitale-analogica veramente dettagliata, di gran lunga superiore ai DAC inclusi in un qualsiasi smartphone, computer o lettori audio MP3.

Per riprodurre CD nella maniera più pura possibile, alcuni modelli permettono anche di spegnere il display e di escludere le uscite digitali.

Questo in certi casi si traduce in un miglioramento del segnale, e fa comodo avere queste opzioni disponibili all'occorrenza, quando si opta di mandare il segnale tramite uscita analogica.

Leggi anche la classifica di Avtrend sui lettori CD per impianti Hi Fi.

Formati e supporti

I lettori CD possono leggere formati diversi. Il più comune è il CD Audio, che generalmente sono i CD che acquistate in negozio. Se possedete CD-R e CD-RW, scegliete un lettore che sia in grado di leggere questi supporti, e se in alcuni CD masterizzati avete dei file MP3, assicuratevi anche che ci sia questa possibilità.

Alcuni lettori CD offrono inoltre altri input digitali come USB, per consentirci di sfruttare la qualità del lettore anche per altri supporti come penne USB, hard disk esterni e computer.

Connettività

La connessione tra lettore CD e amplificatore Hi Fi avviene generalmente tramite cavi RCA analogici. Alcuni lettori CD hi-end includono anche uscite XLR bilanciate, per trasmettere un segnale con la minima quantità di noise. 

Un'altro modo è quello di usare le uscite digitali ottiche e coassiali per iniviare all'esterno un segnale digitale, e sfruttare il DAC dell'amplificatore, o un DAC esterno dedicato.

Se vi interessa ascoltare musica in cuffia, e se il vostro amplificatore Hi Fi è sprovvisto di uscita jack per cuffie, considerate un lettore CD che includa questa opzione. Alcuni lettori CD Hi Fi vengono progettati con un amplificatore per cuffie dedicato di ottima qualità.

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​​​Il Lettore di Rete Hi-Fi

​Un lettore di rete Hi Fi (anche chiamato network streamer, network player o sintonizzatore di rete) svolge le seguenti funzioni:

  • permette di ascoltare musica dai migliori servizi di streaming per musica (ad esempio Tidal, Spotify, Apple Music, Qobuz, Primephonic, Amazon Music, Deezer, YouTube Music);
  • dà accesso alla internet radio con migliaia di opzioni in stazioni musicali e programmi;
  • riproduce musica dalla nostra libreria iTunes, da computer o da supporto hardware esterno

Tutte le funzioni di cui sopra sono disponibili anche dal nostro smartphone semplicemente installando app dedicate e collegando il telefono all’amplificatore dell’impianto Hi Fi. Allora vi chiederete, perchè acquistare un lettore di rete?

La risposta sta sempre nella qualità del suono. Un lettore di rete è un componente separato per Hi Fi dedicato alla riproduzione di musica digitale, include un convertitore DAC che è sicuramente migliore di quello incluso nel nostro smartphone, e ci permette di ascoltare musica con livello qualitativo più elevato.

Ad esempio, un lettore di rete come il Marantz Na6006 contiene un DAC 192kHz/24bit, per una qualità sonora notevolmente migliore rispetto ad un DAC integrato in un qualsiasi PC, Mac, smartphone o tablet.

I formati supportati per la lettura di file musicali sono solitamente WAV, MP3, AAC, WMA, FLAC, ALAC. Meglio controllare che il lettore di rete sia in grado di leggere i formati che più vi interessano, soprattutto se siete amanti dei formati ad alta fedeltà con compressione lossless.

A chi è consigliato il lettore di rete

Consigliamo l’acquisto di un lettore di rete agli utenti che utilizzano avidamente i servizi di streaming e la radio via internet.

Alcuni servizi di streaming come Tidal, sono buoni per audiofili e amanti dell’Hi Fi, perché danno accesso a formati audio a bassa compressione con elevata qualità, simile alla qualità di un CD.

Se questo è il vostro metodo di fruizione preferito o se state pensando di abbandonare la vostra collezione CD e dirigervi sui streaming per audiofili, allora vale la pena acquistare un lettore dedicato.

L’alternativa al lettore di rete, senza rinunciare all'elevata qualità audio, è quella di acquistare un DAC esterno, da installare tra la fonte digitale (smartphone, computer…) e l’amplificatore Hi Fi.

Connettività

Il lettore di rete Hi Fi deve essere collegato alla rete internet per funzionare (connesso al router).

La connessione cablata con cavo ethernet è quella consigliata per stabilità e affidabilità del segnale, ma la maggior parte dei lettori di rete si possono anche collegare in WiFi, così da evitare cablaggi sconvenienti.

Se avete intenzione di utilizzare la connessione wireless, meglio orientarsi su di un lettore con capacità WiFi 2.4GHz/5GHz dual band.

Alcuni lettori di rete permettono di essere controllati direttamente da smartphone tramite tecnologia Bluetooth. Questo significa poter interfacciarsi con il lettore stando seduti dal divano, semplicemente installando un app dedicata sul telefono.

In genere, troviamo un ingresso ottico digitale per collegare un dispositivo esterno, e poi troviamo uscite sia analogiche che digitali, per mandare il segnale all'amplificatore Hi Fi.

Sulla parte frontale, potremo anche avere un ingresso USB per connettere penne di memoria e hard disk esterni, ed un’uscita cuffie con potenziometro dedicato per ascoltare musica senza disturbare.

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​Il DAC (convertitore da digitale a analogico)

​Come si fa ad ottenere una qualità del suono elevata se ci piace riprodurre musica da smartphone, lettore MP3, computer o tablet? La risposta a questa domanda è il DAC.

Il convertitore digitale-analogico è un componente inserito in qualsiasi dispositivo elettronico che possa riprodurre musica. Troviamo un DAC integrato nei nostri smartphone, tablet, lettori MP3, computer, TV…

Il problema con tutti questi dispositivi è però il medesimo: il DAC integrato è di scarsa qualità e non permette di riprodurre file musicali con qualità Hi Fi (High Fidelity).

Per ovviare al problema, esistono convertitori DAC esterni, che sono dei dispositivi elettronici che si collegano tra la fonte di musica digitale e l’amplificatore Hi Fi.

Il risultato che ottengono è spesso evidente, perché sono in grado di bypassare il DAC scadente del dispositivo mobile e decodificare il segnale digitale in modo molto più qualitativo, e la differenza sarà notevole quando si riproduce musica attraverso le nostre casse Hi Fi.

Se siete quindi soliti riprodurre musica in digitale (praticamente tutta la musica a parte i Vinili e le Cassette), e non avete un componente separato che integra un DAC di qualità, l’acquisto di un DAC esterno fa al caso vostro. 

Tipi di DAC

Esistono diversi tipi di DAC, a seconda delle necessità di utilizzo:

  • DAC per impianto stereo nella forma di componente Hi Fi separato 
  • DAC portatili da collegare alla porta USB-C di un iPhone
  • DAC wireless
  • DAC per cuffie

Se volete migliorare l’audio dei vostri file digitali sull'impianto stereo Hi Fi di casa, dovrete comprare un DAC componente separato.

Se invece siete scontenti di come il vostro smartphone decodifica l’audio dei vostri servizi di streaming e volete sentire una differenza notevole (a patto che si abbiano delle cuffie di qualità), allora vi consigliamo un DAC portatile.

Il DAC wireless va collegato via cavo al computer, e ci permette di mandare un segnale wireless ad un ricevitore per impianto stereo. È consigliato per coloro che vogliono bypassare la scheda audio del PC e mandare un segnale wireless direttamente all'amplificatore delle casse Hi Fi.

Il DAC per cuffie è un convertitore digitale-analogico che ha anche un amplificatore per cuffie integrato. Solitamente il DAC non è provvisto di amplificatore integrato, e manda un segnale molto debole, che necessita di amplificazione esterna.

Alcuni produttori di DAC includono un amplificatore per cuffie, che si noterà dalla presenza di un’uscita jack per cuffie direttamente sul DAC. 

Specifiche tecniche da osservare

L’unica funzione del DAC è quella di convertire il segnale digitale in analogico, i due dati che dovremo osservare sono il bit depth e la frequenza di campionamento.

Un buon DAC avrà una profondità di 24-Bit o superiore, e una frequenza di campionamento da 192 kHz o superiore.

Connettività

Il DAC riceve ingressi solo digitali attraverso presa ottica TOSLINK, USB o coassiale S/P DIF. Da qui potremo collegare i nostri dispositivi per far passare la musica attraverso il convertitore digitale-analogico.

Le uscite del DAC possono essere sia analogiche che digitali. Troviamo DAC con solo uscita stereo analogica RCA, poi ne esistono alcuni anche con uscita XLR bilanciata, ed alcuni permettono di passare il segnale in uscita in digitale (ottica o coassiale) per collegamento ad un amplificatore con ingresso digitale.

Come suggerito sopra, alcuni DAC sono anche wireless, e possono ricevere un segnale bluetooth da uno smartphone, e mandare un segnale WiFi ad un ricevitore.

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