Come Scegliere una TV nel 2022

Che caratteristiche deve avere un buon televisore? Abbiamo raccolto tutta la nostra esperienza nel settore per mettere insieme questa guida completa su come scegliere una TV, specificando nel dettaglio tutte le tipologie di televisore e le caratteristiche tecniche più importanti da osservare, per non fare mai la scelta sbagliata.

come scegliere una tv

Se stai cercando una nuova TV da acquistare e hai provato a dare un’occhiata ai cataloghi dei vari eCommerce o negozi fisici, adesso potresti sentirti abbastanza confuso. Ci sono tantissimi modelli in vendita, la forbice dei prezzi è davvero molto ampia, alcune specifiche tecniche e funzionalità sono poco comprensibili, anche da chi di solito di tecnologia se ne intende abbastanza.

L’acquisto di una televisione non è proprio una spesa banale, è importante quindi non lanciarsi in un acquisto alla cieca, ma raccogliere quel minimo di informazioni necessarie a capire come scegliere un televisore adatto alle proprie esigenze (e al proprio budget).

In questa guida abbiamo raccolto tutti consigli utili per identificare la TV giusta per te. Parleremo delle differenze tra i diversi tipi di display, di come scegliere la dimensione migliore per il proprio ambiente e cercheremo di fare chiarezza sui significati di quelle sigle e quei termini (HDR, HLG, refresh rate, 8K…) in cui è possibile imbattersi all’interno della scheda tecnica di un televisore.

Alla fine della lettura avrai a disposizione tutti gli elementi necessari a valutare i modelli disponibili per l’acquisto e a scegliere una TV adatta a te.

Lista veloce di consigli pratici

Se non hai molto tempo a disposizione, ecco l’elenco essenziale di quello che devi prendere in considerazione, per aiutarti a scegliere una buona TV.

  • Se hai un buon budget e vuoi acquistare un televisore che potrai utilizzare ancora per molto tempo, scegli un modello 4K.

  • Quale misura? In un salotto di medie dimensioni ci vuole almeno un 55-65 pollici, se hai un ambiente più grande puoi spingerti anche oltre.

  • I TV OLED sono quelli con la migliore qualità delle immagini, ma anche i più costosi. I TV Mini-LED e QLED sono quelli che offrono il miglior rapporto tra prezzo e prestazioni.

  • L’HDR (nei suoi diversi formati: HDR10, Dolby Vision, HDR10+) è una funzionalità che non dovrebbe mancare, perché migliora significativamente la qualità delle immagini di una TV LCD.

  • Se devi scegliere una TV per giocare con PS5 o Xbox Series X, i modelli migliori sono quelli con refresh rate 120 Hz e porta HDMI 2.1.

  • Metti in conto l’acquisto di una soundbar, perché l’audio della maggior parte dei televisori non è un granché.

Tipologia di schermo/pannello

Per quanto riguarda la tipologia di pannello, al momento di scegliere una nuova TV ti troverai a decidere tra due diverse tecnologie: OLED e LCD. I primi sono schermi montati esclusivamente su modelli di fascia alta, ma per quanto riguarda le TV LCD la questione si complica, perché in questa categoria le prestazioni (e i prezzi) possono variare anche di molto.

OLED

Non c’è dubbio, chi cerca la TV con la migliore qualità immagine ed è disposto a pagare un prezzo premium, dovrà scegliere un modello OLED (qui i migliori). I colori di questi pannelli hanno una resa eccellente, con profondità dei neri ineguagliabile.

Nelle TV OLED, che utilizzano diodi organici per emettere luce, infatti ogni pixel si illumina e cambia colore autonomamente (il nero è quindi effettivamente un pixel spento) e questo permette di raggiungere livelli di precisione e di contrasto molto elevati. La resa di immagini come quella di un cielo stellato o di uno spettacolo di fuochi artificiali risulta assolutamente straordinaria su un display di questo tipo.

Questi schermi garantiscono inoltre un’ottima esperienza visiva anche se si guarda la TV da una posizione laterale.

Tra i punti di debolezza c’è il livello di luminosità, solitamente non così alto; queste TV sono perfette da guardare in un ambiente buio o poco illuminato, magari la sera, per poter godere al meglio dell’eccezionale resa cromatica data dal display OLED.

Un altro potenziale svantaggio riguarda il fenomeno del burn-in, che potrebbe impattare negativamente sulla longevità della televisione. Si verifica in particolare quando sullo schermo viene mostrata la stessa immagine troppo a lungo, che rischia di lasciare una sorta di “impronta” permanente sul pannello.

Tuttavia, se consideriamo l’utilizzo tipico che si fa di un televisore e prestando un po’ di attenzione, con la tecnologia odierna sarà difficile vedersi verificare questo problema se non dopo tantissimi anni. E in ogni caso per un TV OLED, solitamente l’azienda produttrice offre una garanzia di almeno 24 mesi.

LED/LCD

La maggior parte dei televisori attualmente in circolazione sono di questo tipo. Sono composti da un pannello LCD che riproduce le immagini ma che, non emettendo luce propria, deve essere retroilluminato da una serie di LED. Per questo motivo la resa sarà meno precisa rispetto a quella di un display OLED: il singolo pixel non è più indipendente, ma viene illuminato dai LED insieme a quelli che gli sono vicini (questo può avvenire in modo più o meno preciso, se è presente un sistema di local dimming).

Questo nella pratica significa che si avranno immagini meno contrastate, neri meno profondi e una minore uniformità nell’illuminazione rispetto ad un OLED. D’altro canto, le TV LED sono più luminose e in genere danno meno problemi di visibilità in ambienti illuminati.

Ne esistono poi moltissimi modelli, dai prezzi anche molto diversi. I modelli di fascia alta integrano soluzioni tecnologiche che permettono di ottenere performance che si avvicinano molto a quelle di un OLED.

QLED

QLED è la sigla utilizzata da uno specifico brand, Samsung, per indicare alcuni tipi di pannelli LED montati su TV di fascia medio-alta. QLED sta infatti per Quantum Dot Led (schermo a punti quantici) e pannelli di questo tipo possono essere trovati anche su televisori di altri brand, indicati con sigle leggermente diverse.
 
Si tratta di display dotati di un filtro aggiuntivo (detto appunto, quantum dot) posizionato tra i LED e la matrice LCD, che migliora la qualità delle immagini trasformando la luce dei LED, che solitamente tende al blu, in luce perfettamente bianca, permettendo così di ottenere colori più vibranti e naturali e neri più profondi.

MINI LED (Samsung Neo QLED, LG QNED…)

Le TV MINI LED hanno fatto il loro ingresso sul mercato nel 2021 e attualmente rappresentano il top di gamma nel mercato dei televisori LED. Ciò che le differenzia dagli altri modelli di TV LCD, inclusi quelli con pannelli Quantum Dot, sta nel sistema di retroilluminazione che sfrutta i Mini LED, centinaia di piccoli LED che permettono di controllare in modo estremamente preciso l’illuminazione delle diverse zone aree dell’immagine. Non siamo ai livelli di uno schermo OLED, dove il livello di precisione arriva al singolo pixel, ma l’effetto finale ci si avvicina davvero molto.

Per approfondire sull’argomento, puoi leggere la guida e confronto tra TV LG e Samsung, dove parliamo più a fondo sulle differenze tra pannelli OLED e QLED.

Dimensioni della TV

La dimensione della televisione dipende principalmente dalla distanza a cui verrà guardata. Ovviamente uno schermo piccolo guardato da troppo lontano sarà difficile da vedere bene, ma anche uno schermo eccessivamente grande troppo vicino porta ad un’esperienza non ottimale. Occorre dunque valutare attentamente l’ambiente in cui verrà posizionato l’apparecchio e la posizione degli spettatori.

Vale poi la pena ricordare che su uno schermo di grandi dimensioni sarebbe preferibile avere anche un’ottima risoluzione (4K o 8K), perché a risoluzioni basse si finiscono per notare più facilmente i pixel, soprattutto se non ci si allontana abbastanza, e l’effetto non è piacevole. Su televisori più piccoli, come i TV da 32 pollici, anche il Full HD dà buoni risultati, soprattutto se non si guardano da troppo vicino.

Infine, anche la tipologia di contenuti è da tenere in considerazione: l’esperienza immersiva data dalla visione ravvicinata ad uno schermo di grandi dimensioni può avere senso per film, documentari e serie, ma guardare altri tipi di contenuti (come partite o altri programmi TV) da troppo vicino rischia invece di risultare sgradevole.

Tabella di calcolo dimensioni della TV

In questa tabella trovi delle indicazioni di partenza per farti un’idea di come scegliere una TV in base alla distanza da cui verrà guardata:

Dimensioni schermo

Distanza minima con risoluzione Full hd

Distanza minima con risoluzione 4K

32’’

1,3 m

-

40-43’’

2 m

1 m

49-50’’

2,45 - 2,55 m

1,2 - 1,3 m

55’’

2,8 m

1,4 m

65’’

3 m

1,5 m

75’’

3,8 m

1,9 m

85’’

4,3 m

2,15 m

Risoluzione

La risoluzione indica il numero complessivo di pixel di un display; più questo numero è alto, maggiore sarà il livello di dettaglio delle immagini, le figure risulteranno più definite e complesse, con un effetto finale maggiormente realistico e coinvolgente.

Attualmente i televisori in circolazioni possono avere risoluzione Full HD, 4K e 8K. Modelli con risoluzioni inferiori sono più datati e, anche se si continuano a trovare in vendita, sono solitamente dei fondi di magazzino, di cui non consigliamo l’acquisto.

4K ULTRA HD

Per chi acquista un televisore oggi, il nostro consiglio è quello di guardare alle TV 4K Ultra HD, qui la nostra selezione aggiornata.

Il 4K (4096 x 2160 pixel) è lo standard del momento. I contenuti disponibili in UHD popolano già i più noti servizi di streaming (Netflix, Amazon Prime Video, Apple TV, YouTube…), sono disponibili su Blu-Ray e il loro numero continua ad aumentare.

Inoltre, anche se il contenuto riprodotto nasce ad una risoluzione inferiore, l’effetto su un pannello con questa risoluzione sarà comunque migliore, grazie ai sistemi di upscaling di cui sono dotati i televisori moderni. Scegliere il 4K significa puntare su una televisione che potrà essere utilizzata ancora per diversi anni a venire.

FULL HD

In alcuni casi però potrebbe essere preferibile rimanere su una classica risoluzione Full HD, ad esempio se la TV è di piccole dimensioni (32 o 40 pollici) o se verrà utilizzata prevalentemente per guardare programmi televisivi che attualmente sono -nella stragrande maggioranza dei casi- in Full HD o a risoluzioni minori.

Le TV Full HD sono inoltre più economiche di quelle 4K; se l’obiettivo è risparmiare, vale la pena considerare questi modelli.

Vale la pena un 8K?

Le TV 8K stanno iniziando a diffondersi; con un totale di 33 milioni di pixel (7.680 x 4.320), le immagini mostrate da questi device sono ancora più dettagliate di quelle di un modello 4K e offrono un livello di realismo impressionante. Ma vale la pena acquistarne una adesso?

I contenuti in 8K sono davvero molto rari (ad oggi non ci sono né film in questa risoluzione, né servizi di streaming che hanno contenuti di questo tipo) e, anche se si può contare sul lavoro di upscaling fatto dai processori di queste TV, ci sembra un po’ prematuro consigliarle ad un pubblico al di fuori di quello degli appassionati early adopters, anche perché i loro prezzi sono decisamente elevati.

Chi dovesse essere interessato, può dare un’occhiata alla nostra guida dedicata ai migliori TV 8K attualmente sul mercato.

Sistema operativo smart

Acquistare un televisore nel 2022 significa acquistare una Smart TV, su questo non c’è dubbio. Tutti i modelli integrano un modulo WiFi che permette loro di connettersi alla rete di casa per poter guardare contenuti in streaming su Netflix o su Prime Video, acquistare e scaricare film da Apple TV o da Chili, navigare sul web, effettuare il download di app e giochi…

Ciascun brand equipaggia i suoi televisori con un sistema operativo personalizzato, che include un set di app già installato (più altre scaricabili), un’interfaccia e un sistema di menù che si differenziano da quelli degli altri modelli.

Come scegliere una smart TV in base al suo OS? Attualmente ci sentiamo di valutare positivamente tutti i sistemi operativi smart disponibili sulle TV dei brand più noti, che sono arrivati ad un punto di maturità tale da riuscire ad offrire sempre un’ottima esperienza all’utente.

Le performance potrebbero subire qualche variazione in base al singolo modello e al suo specifico hardware. Laddove una TV top di gamma risulta sempre fluida e rapida nella navigazione tra menù e nel lancio di app, un modello entry level potrebbe mostrare qualche occasionale incertezza e rallentamento.

Ad ogni modo, chi proprio non dovesse trovarsi bene con il sistema sistema operativo del suo televisore o volesse usare un’app specifica non disponibile all’interno del suo catalogo, può sempre risolvere collegando un device esterno come Amazon Fire Stick, Chromecast, o un più potente e versatile TV box.

Ecco una panoramica dei principali sistemi operativi Smart che si possono trovare sulle TV oggi:

Android TV

L’Android TV di Google è l’unico tra i sistemi operativi che vedremo che non è legato ad uno specifico brand, ma può essere trovato su diversi tipi di televisori, come Philips, Sharp, Sony (ma anche altri brand meno noti).

Attualmente arrivato alla versione 13, è un sistema operativo molto completo e flessibile, che offre all’utente varie possibilità di personalizzazione e moltissime funzionalità. Ha un set di app estremamente completo, che include quelle scaricabili dal Play Store ed eventualmente dallo store proprietario del brand della TV.

Le sue performance dipendono molto dal tipo di TV su cui è installato, soprattutto quando si parla dei modelli più economici dei brand meno noti è facile andare incontro a rallentamenti e ad altri problemi.

La sua interfaccia non è esattamente la più semplice da utilizzare; in sostanza, lo consigliamo a quegli utenti un po’ “smanettoni”, piuttosto che a chi vuole ottenere un’esperienza d’uso quanto più semplice possibile con la sua televisione.

WebOS

È il sistema operativo basato su Linux che si trova sulle Smart TV LG, attualmente arrivato alla versione 6.0. Ha un’interfaccia minimal con launch bar personalizzabile, è veloce e facile da utilizzare.

Nella schermata home vengono inoltre mostrati una serie di contenuti selezionati dal sistema di AI sulla base delle preferenze dello spettatore. Una funzionalità che ci è piaciuta: durante la visione di un contenuto, il sistema memorizza il minuto a cui si è arrestata la riproduzione e ci permette di riprenderla in un secondo momento.

Buona la dotazione di app, che include tutti i servizi per lo streaming e per l’entertainment, come Netflix, DAZN, Rai Play, Tim Vision ecc. Non è presente DPlay.

Supporta Miracast, attraverso il quale si possono condividere i contenuti presenti su un telefonino, come foto o video, sul grande schermo del televisore.

Tizen

Tizen è il sistema operativo open source sviluppato da Samsung, su base Linux, attualmente disponibile in versione 6.0. Caratterizzato da un’interfaccia semplice e pulita, nella schermata iniziale troviamo una barra orizzontale per app e altre scorciatoie e una seconda barra laterale dove appaiono gli ultimi contenuti guardati.

Nelle TV di fascia superiore è presente anche l’assistente smart Samsung, Bixby, con il quale è possibile controllare il televisore tramite comandi vocali.

Anche in questo caso la dotazione di app è molto completa, se consideriamo quelle preinstallate e quelle scaricabili dallo store Samsung. Non abbiamo trovato assenze rilevanti da segnalare.

Vidaa

Il sistema operativo presente sui televisori Hisense è Vidaa. Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad un’interfaccia molto semplice e facile da usare, con poche voci di menù.

Lo store di riferimento è quello di Google, dunque la dotazione di app scaricabili risulta decisamente ampia e al momento, se si acquista una TV con OS Vidaa 5.0 (TV Hisense dal 2021 in poi) è disponibile anche Disney+, precedentemente una delle assenze più lamentate dagli utenti.

Retroilluminazione e local dimming

In questa sezione spieghiamo il significato di alcuni dei termini e delle sigle che troviamo all’interno delle descrizioni e delle schede tecniche dei televisori LED. Iniziamo parlando della retroilluminazione.

Come abbiamo già detto, gli schermi LCD non emettono una luce propria, ma hanno bisogno di essere illuminati da delle “lampade” -i LED, appunto-, che vengono posizionate dietro la matrice. La disposizione dei LED influenza l’effetto finale delle immagini a televisione accesa; a seconda della loro collocazione avremo TV con retroilluminazione:

  • Edge LED: i LED si trovano sui lati superiore e inferiore dello schermo, oppure lungo il suo intero perimetro. L’illuminazione non risulterà quindi estremamente uniforme (la parte centrale sarà più buia) ma questo tipo di tecnologia permette di contenere al massimo lo spessore della TV, ed è anche la più economica. Permette un controllo dell’illuminazione a zone, ma solo in modo abbastanza grossolano.

  • Dual LED: variante della tecnologia precedente sviluppata da Samsung; qui vengono usati in modo alternato LED con luce fredda blu e luce calda gialla per migliorare la qualità e i colori delle immagini.

  • Direct lit LED: un numero limitato di LED sono posizionati su tutta l’area dello schermo; il risultato è un’illuminazione distribuita su tutto il pannello (ma con uniformità variabile) e un livello di luminosità più elevato.

  • Full Array LED con local dimming: tecnologia che si trova sulle TV LED di fascia alta, anche in questo caso i LED sono posizionati dietro tutto il pannello, in numero consistente. Possono essere controllati a zone in modo estremamente preciso, attraverso un sistema detto local dimming; poter illuminare o spegnere delle piccole aree dello schermo permette di ottenere immagini con neri più profondi e migliori livelli di contrasto.

  • Mini LED: attualmente la migliore tecnologia che si può trovare su una TV LCD. I mini LED sono molto piccoli (misurano 200 micron, circa 5 volte in meno di quelli tradizionali) e dunque, a parità di diagonale, sono più numerosi. Le TV mini LED non solo permettono un livello di controllo ancora più raffinato, per ottenere immagini più dettagliate, ma risultano anche più luminose.

Gli Standard HDR

Tra le caratteristiche importanti da osservare in un TV, c’è la presenza di HDR. Sicuramente ti sarai imbattuto in questo termine: ma cosa significa?

L’HDR (che sta per High Dynamic Range) è una funzionalità che permette di migliorare significativamente la qualità e il dettaglio delle immagini a schermo, attraverso l’ampliamento della gamma dinamica.

Si avranno quindi più colori, livelli di contrasto e migliore gestione dell’immagine, ad esempio per farci vedere dei dettagli nelle zone d’ombra che un TV senza HDR non sarà in grado di mostrare. La resa migliore si ha nei modelli di TV di fascia media e alta, che hanno anche il local dimming.

Non esiste un solo standard di HDR, vediamo qui quali sono i formati più diffusi e le loro caratteristiche:

HDR/HDR10

Si tratta dello standard base, sviluppato dalla UHD Alliance and the Consumer Electronics Association, è open source e può essere incluso in ogni modello di TV che soddisfi i requisiti minimi per il suo funzionamento, dunque lo possiamo trovare in televisori di vari brand.

Lavora attraverso l’inserimento di metadati statici e questo significa che non cambia il suo comportamento in base alle singole scene o sequenze, per questo è un po’ più limitato rispetto ai formati che seguono.

Dolby Vision

È il principale formato HDR proprietario, sviluppato da Dolby, che troviamo sulle TV di fascia alta di diversi brand (ad eccezione, come vedremo, di Samsung). Include metadati dinamici che permettono la regolazione dell’effetto HDR frame per frame; il risultato finale è molto più preciso rispetto ad HDR10.

Nella versione Dolby Vision IQ, presente su alcune televisioni di fascia top, sfrutta il sensore ambientale dell’apparecchio per regolare luminosità e contrasto anche sulla base delle condizioni della stanza in cui ci si trova.

HDR10+

È il formato HDR proprietario sviluppato da Samsung, che troviamo sui televisori di questo brand, ma non solo. Rispetto ad HDR10 supporta un livello di luminosità maggiore e lavora con metadati dinamici, permettendo quindi una regolazione dei colori e della luminosità perfetta per ciascuna singola scena.

HLG

Il formato HLG (Hybrid Log Gamma) viene utilizzato nelle trasmissioni televisive (al momento da noi solo su Sky), perché in grado di combinare la gamma dinamica standard (SDR) e l’HDR, permettendo quindi il funzionamento anche sui televisori che non sono dotati di quest’ultima tecnologia.

Refresh rate e input lag

Il refresh rate, che indica quante volte al secondo l’immagine a schermo viene aggiornata, è un valore da tenere di conto soprattutto se utilizzerai la TV per guardare sport o per giocare su una console recente. Un refresh rate più alto evita sfocature e scie durante la riproduzione del movimento, garantendo una resa più fluida e naturale.

Il valore standard che troviamo nella maggior parte dei televisori è di 60 Hz, ma ci sono modelli più performanti che arrivano a 120 Hz (perfetti per le console di ultima generazione, Xbox Series X e PS5) o addirittura a 240 Hz.

E cosa significa invece Variable Refresh Rate (VRR), frequenza di aggiornamento variabile? Si tratta di una funzione che interessa chi utilizza la TV per il gaming. Se infatti durante la visione di un film o di programmi televisivi il frame rate, ovvero la frequenza dei fotogrammi per secondo rimane costante, nei videogiochi questa cambia continuamente a seconda del tipo di scene mostrate.

Una TV che supporta il VRR adatta il suo refresh rate al frame rate del gioco, mostrando immagini molto più fluide e coerenti ed eliminando qualsiasi tipo di artefatto visivo. Ricorda che per sfruttare questa funzionalità avrai bisogno di una porta HDMI 2.1.

Sempre per i videogiocatori, un altro valore da tenere sotto controllo è quello dell’input lag, vale a dire il tempo che impiega la TV a mostrare a schermo il segnale inviato dalla sorgente (la console o il PC). Il consiglio è di scegliere un modello con basso input lag (sotto i 15 ms), soprattutto se si giocano titoli ricchi di azione veloce, come gli FPS.

Connettività

Di quali porte avrai bisogno per collegare il televisore ai tuoi dispositivi? Sul retro degli schermi troviamo moltissimi ingressi e uscite, a volte senza sapere bene a cosa servono. Vediamoli insieme:

HDMI - Sicuramente uno dei connettori digitali più utilizzati, lo troviamo su praticamente tutti i televisori e permette di trasmettere sia l’audio che il video. Si può usare per collegare una vasta gamma di dispositivi, come lettori DVD e Blu-Ray, TV box, notebook, console da gioco… È importante verificare non solo la presenza e il numero dei connettori HDMI, ma anche la loro versione; la più recente è HDMI 2.1, che supporta input in 8K e 4K a 120 fps, HDR dinamico, VRR e eARC (utile per la connessione di una soundbar, approfondiremo questo tema nella prossima sezione). Per sfruttare tutte queste funzionalità è necessario utilizzare un cavo HDMI 2.1. Le versioni precedenti dell’HDMI, tuttora molto diffuse, hanno caratteristiche diverse. Ad esempio il 4K è supportato a partire dall’HDMI 2.0, mentre l’HDR dall’HDMI 2.0a.

ARC e eARC - La porta HDMI ARC permette di trasmettere il segnale audio in modo bidirezionale dalla TV alla soundbar (e viceversa, quando si collega a quest’ultima un altro device sorgente, come una console o un lettore Blu-Ray). In questo modo si riesce a ridurre il numero di cavi da utilizzare, ottenendo un setup più pulito. Che cosa cambia da ARC a eARC? La seconda è contraddistinta da una maggiore larghezza di banda, per cui riesce a gestire formati audio surround come DTS:X e DOLBY ATMOS.

S-Video - Questo connettore tondo a 4 pin trasmette il segnale video analogico, ma è abbastanza datato ed è sempre meno facile da trovare.

Composito - Il connettore composito è di tipo analogico composto da 3 porte che ospitano un set di 3 cavi RCA, dai colori rosso, blu e verde. Anche questo si trova sempre meno di frequente e può essere utilizzato per la connessione di device sorgente più datati, come lettori VHS e DVD, vecchie videocamere ecc.

Coassiale - Questa è la porta da sfruttare per il collegamento dell’antenna TV.

Ethernet - Anche se ormai tutte le TV moderne sono dotate di WiFi, utilizzare la porta Ethernet per collegarsi via cavo alla rete di casa assicura una maggiore velocità e stabilità della connessione internet.

USB - È la porta che tutti conosciamo, la stessa che si trova anche sui computer. Anche su TV viene utilizzata per connettere memorie esterne (chiavette o hard disk con file multimediali), device esterni o altri stick. La si trova spesso nel classico formato USB-A, ma il più compatto USB-C sta diventando sempre più diffuso. Fai attenzione a che tipo di file possono essere riprodotti attraverso la porta USB. Alcune TV offrono ad esempio porte USB che non servono a riprodurre file multimediali, ma che servono solo per alimentazione o aggiornamenti firmware.

Jack audio 3.5mm - Lo si può sfruttare per connettere device audio esterni, come cuffie, casse o soundbar (se non si può utilizzare l’HDMI ARC).

Digital audio - L’uscita ottica potrebbe rivelarsi utile per chi vuole connettere casse e diffusori attraverso questo tipo di connessione. Con il connettore ottico, il segnale in uscita è digitale, senza perdita di qualità rispetto ai connettori RCA analogici.

Slot CI / CI+ - Si tratta dello slot necessario ad inserire una CAM (Conditional-access module, ovvero “modulo di accesso condizionato”), dispositivo che abilita la visione di alcune trasmissioni satellitari o del digitale terrestre. A sua volta la CAM contiene la card necessaria alla visione dei programmi (es: tivùsat, Mediaset Premium…).

Bluetooth - La maggior parte delle Smart TV moderne integra un modulo Bluetooth; questa connettività può essere utilizzata per collegare al televisore periferiche esterne: soprattutto device audio come cuffie o speaker, ma anche tastiere, telecomandi diversi da quello originale e altri dispositivi di input (se supportati). Anche uno smartphone potrebbe essere collegato utilizzando il Bluetooth invece del WiFi per trasmettere contenuti al televisore.

Reparto Audio

Nella maggior parte dei casi, l’audio del tuo nuovo televisore non sarà eccezionale. Per poter ridurre al massimo lo spessore dell’apparecchio i produttori devono necessariamente integrare al suo interno delle casse molto poco ingombranti, che però non garantiscono delle grandi performance sonore, né volumi particolarmente elevati.

Certo, alcune TV di fascia alta performano meglio rispetto ai modelli mid-range o entry level, ma il consiglio è quello di collegare al proprio televisore un device esterno, come una soundbar, delle casse per TV, o magari un vero e proprio impianto Home Theatre.

La soundbar è sicuramente l’opzione più diffusa, perché non occupa molto spazio ed è facile da installare (può essere posizionata proprio sotto lo schermo, o anche attaccata al muro). Anche la barra più economica è in grado di migliorare significativamente la qualità audio di un televisore medio, ma i modelli più avanzati offrono un’esperienza superiore, grazie a features come il supporto a Dolby Atmos o effetto surround virtuale.

L’impianto Home Theatre è la scelta migliore per chi vuole ottenere una resa audio di alto livello e godersi film e altri contenuti quasi come al cinema. È costituito da più elementi, solitamente un sintoamplificatore, un subwoofer e un numero variabile di speaker, che vengono posizionati nell’ambiente per ottenere un suono tridimensionale ed immersivo. Ha quindi un ingombro (e anche un costo) più importante rispetto ad una soundbar, ma d’altronde permette di avere risultati decisamente superiori.

Esperta di informatica e da sempre interessata al mondo della tecnologia (ha imparato ad avviare i giochi in MS-DOS prima dei 6 anni e ha assemblato il suo primo PC a 16 anni), è redattrice per AVtrend.it, testa con passione nuovi prodotti tech e si occupa di digital marketing. Segue con interesse le nuove tendenze del settore, in particolare in ambito PC e gaming.